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Le norme del Codice penale attinenti agli illeciti ambientali e alla sicurezza sul lavoro
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Inquinamento acustico - Legge 447/1995 - Accertamenti - Ordinanze contingibili e urgenti - Minaccia alla salute pubblica - Legittime
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Inquinamento acustico - Emissioni sonore - Superamento livelli assoluti validi su tutto il territorio nazionale - Ordinanza contingibile e urgente di cessazione delle emissioni - Ragioni - Sussistono
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Quadro generale
Milano, gennaio 2013
Il rumore accompagna da sempre la vita dell'uomo, ma solo da qualche tempo è stato individuato come possibile fattore di inquinamento e quindi di minaccia per la salute. Ovviamente, non parliamo di qualsiasi emissione sonora, ma del rumore "tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi".
È questa la definizione di inquinamento acustico contenuta nella "legge-quadro" 26 ottobre 1995, n. 447, che per prima ha disciplinato in modo organico la materia.
La legge 447/1995 realizza il passaggio dal regime precedente, basato su una disposizione provvisoria contenuta nella norma istitutiva del Ministero dell'ambiente (articolo 2, comma 14, legge 349/1986) - ed attuata con l'ormai noto Dpcm del 1° marzo 1991 sui limiti di esposizione - ad un sistema normativo più articolato. La legge 447/1995 rimanda, infatti, a un consistente numero di decreti ministeriali (15) la sua reale operatività. Il "check point attuazione legge 447/1995" consultabile nell'area Commenti e sintesi consente un costante monitoraggio dei provvedimenti emanati.
Nell'ambito dell'attuazione della "Legge Calzolaio" particolare rilevanza assume il Dpcm 14 novembre 1997, che introduce nuovi valori limite di emissione e immissione delle sorgenti sonore (in sostituzione di quelli stabiliti dal precedente Dpcm 1° marzo 1991). I valori limite stabiliti dal nuovo Dpcm sono però riferiti alle diverse classi di destinazione d'uso (riportate nella tabella A) in cui dovrebbe essere diviso il territorio comunale (ed il condizionale è d'obbligo, poiché non tutti i Comuni hanno provveduto alla cd. "zonizzazione"). Cosicché, stabilisce il Dpcm in esame, "in attesa che i Comuni provvedano" alla suddetta classificazione comunale, secondo i criteri stabiliti dalle Regioni, "si applicano i limiti di cui all'articolo 6, comma 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991".
Il quadro normativo attuale vede, oltre alla "Legge Calzolaio" ed ai relativi decreti di attuazione, alcuni atti, adottati in recepimento di direttive comunitarie specifiche, che disciplinano il rumore prodotto da determinate sorgenti sonore (apparecchi domestici, escavatrici, tosaerba, gru a torre, velivoli subsonici, ecc.).
